Parti dal risultato che ti serve, non dall'elenco delle tecnologie.
«Vorrei un sito moderno» è un inizio, ma un fornitore serio dovrebbe aiutarti a precisare il problema. Vuoi ricevere richieste più pertinenti? Presentare meglio un servizio complesso? Vendere un catalogo? Rendere autonomo il team sugli aggiornamenti? Ogni risposta cambia il progetto e il modo di valutarlo.
Prima del primo incontro, annota tre cose: chi dovrebbe usare il sito, quale azione dovrebbe compiere e cosa oggi lo ostacola. Porta esempi di domande ricevute dai clienti. Sono più utili di una lista di animazioni desiderate, anche quando l'impatto visivo è importante.
Le sette domande da fare
- Chi lavorerà concretamente sul progetto? Chiedi ruoli e responsabilità per strategia, contenuti, design, sviluppo e controlli finali.
- Come viene definita la struttura delle pagine? Cerca un ragionamento su pubblico, servizi e percorsi, non soltanto un menu disegnato.
- Chi prepara e verifica i contenuti? I testi richiedono informazioni dall'azienda; la proposta deve chiarire raccolta, scrittura, revisioni e approvazione.
- Che cosa è incluso nella SEO iniziale? Titoli, URL, collegamenti, indicizzazione e migrazione del sito esistente sono attività diverse dalla promessa generica di «ottimizzazione».
- Cosa succede dopo la consegna? Accessi, manutenzione, aggiornamenti e interventi fuori perimetro devono avere responsabilità leggibili.
- Quali costi ricorrono? Dominio, hosting, servizi esterni, licenze e assistenza vanno separati dal costo di progettazione.
- Di cosa sarai proprietario? Chiedi quali file, contenuti, dati e accessi ti verranno consegnati e con quali vincoli d'uso.
Una proposta chiara ti permette di capire anche che cosa non stai comprando.
Come confrontare due preventivi che sembrano simili.
Non confrontare solo il numero di pagine. Una pagina può includere ricerca, struttura, scrittura, revisione, interfaccia e sviluppo; un'altra può essere il semplice inserimento di materiale già pronto. Guarda quante revisioni sono previste, chi fornisce immagini e testi, quali integrazioni sono comprese e come vengono gestiti i cambiamenti di ambito.
Chiedi di vedere il percorso di lavoro, non soltanto il risultato visivo. Se per ragioni di riservatezza un'agenzia non può mostrare pubblicamente progetti dei clienti, può comunque spiegare come prende decisioni, che cosa verifica e quali materiali consegna. Le referenze, quando disponibili e autorizzate, vanno lette nel loro contesto.
Napoli conta quando cambia il modo di lavorare.
La vicinanza geografica può facilitare incontri, conoscenza del mercato o raccolta di contenuti sul territorio. Non è però una garanzia automatica di qualità, né un requisito per ogni progetto digitale. Chiedi come si svolgono le riunioni, chi è reperibile e come vengono approvati i passaggi: è più concreto della sola presenza di un indirizzo in città.
Per la SEO a Napoli, verifica che il fornitore distingua una ricerca locale da una ricerca informativa o commerciale più ampia. Una pagina per ogni comune con testo quasi uguale è facile da promettere, difficile da rendere utile.
Il fornitore sa dirti quali informazioni mancano per fare una proposta attendibile. Le domande iniziali non sono un ostacolo alla vendita: sono il modo per evitare un progetto basato su ipotesi sbagliate.
